Chi sono

Fabio Comovi

Classico per formazione, curioso per natura. Pianista, tastierista e arrangiatore: oltre trent’anni tra palco, studio, ricerca sonora e scrittura musicale.

Ritratto di Fabio Comovi
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Anni di Conservatorio

Vecchio ordinamento

Ho iniziato a studiare pianoforte a undici anni, entrando direttamente in Conservatorio e intraprendendo fin da subito il percorso classico del vecchio ordinamento: dieci anni di studio strutturato, rigoroso e completo.

Pianoforte Teoria e solfeggio Storia della musica Coro Armonia sperimentale
01

Dal pianoforte, tutto il resto

La formazione classica come punto di partenza

Lo studio del repertorio, della tecnica pianistica, dell’armonia e dell’interpretazione ha rappresentato molto più di una preparazione accademica: è diventato il linguaggio di base attraverso cui ancora oggi affronto la musica.

Quei dieci anni di Conservatorio mi hanno dato un metodo, una disciplina e soprattutto un modo di leggere la musica: comprenderne la struttura, ascoltarne le relazioni interne, lavorare sul dettaglio senza perdere di vista l’insieme.

È una formazione che continua ancora oggi a essere il punto di partenza del mio modo di suonare, arrangiare e costruire un brano, anche quando mi muovo in territori musicali molto lontani dal repertorio classico.

Intorno ai quindici anni, al pianoforte classico hanno iniziato ad affiancarsi le tastiere e la musica suonata insieme agli altri. Con gli amici sono arrivati i primi gruppi, le prove, i concerti e repertori di generi differenti. Per diversi anni questi due mondi hanno viaggiato parallelamente: da una parte lo studio, i concerti e le collaborazioni in ambito classico; dall’altra le band, il pop, il rock e una curiosità sempre maggiore verso nuovi linguaggi e nuovi suoni.

02

Contaminazioni

Tra jazz ed elettronica

Nel tempo sono stato sedotto dal jazz, dalla sua libertà, dall’armonia e dal diverso modo di pensare e vivere la musica.

Mi sono innamorato dell’elettronica, dei sintetizzatori, della programmazione e di tutto ciò che permette di modellare e trasformare il suono attraverso la tecnologia.

Pianoforte e tastiere sono così diventati due aspetti complementari dello stesso percorso: da una parte il rapporto diretto con lo strumento, dall’altra la ricerca timbrica, l’arrangiamento e le possibilità offerte dall’elettronica.

03

Live

Una lunga storia sul palco

Una parte fondamentale del mio percorso è legata all’attività live.

Per circa venticinque anni ho fatto parte dei Cani Sciolti, esperienza alla quale si è affiancato il progetto Max Pezzali Tribute. Un lungo percorso fatto di concerti, spettacoli e produzioni che mi ha permesso di attraversare repertori pop e rock molto diversi e di sviluppare sempre di più il lavoro sulle tastiere e sugli arrangiamenti.

In questo contesto mi sono occupato degli arrangiamenti sia per la cover band pop-rock sia per produzioni di carattere teatrale, tra cui spettacoli dedicati alla musica e ai grandi cantautori italiani.

Negli anni ho inoltre avuto l’opportunità di condividere esperienze musicali con artisti italiani e internazionali. Tra queste, quella con Bobby Kimball, storica voce dei Toto, nata attraverso gli Hold The Live, tribute band dedicata alla musica dei Toto di cui ho fatto parte.

Incontri diversi tra loro, ma accomunati dalla possibilità di confrontarmi con musicisti, repertori e modi differenti di intendere il palco.

04

Arrangiamento

Dare forma a un’idea

L’arrangiamento è diventato nel tempo una parte sempre più importante del mio lavoro.

Alcuni miei arrangiamenti sono entrati a far parte di produzioni discografiche e ho collaborato alla realizzazione di musiche destinate anche ad agenzie e produzioni legate al mondo della moda.

È probabilmente qui che le diverse anime del mio percorso si incontrano più chiaramente: la formazione classica, l’esperienza dal vivo, il jazz, l’elettronica e la tecnologia applicata alla musica.

Partire da un’idea, comprenderne l’identità e cercare il modo migliore per trasformarla in suono continua a essere una delle parti del fare musica che più mi appassiona.

Formazione, palco e ricerca sonora: linguaggi diversi, una sola idea di musica.